Diabete e scompenso cardiaco

19/06/2020

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Diabete e scompenso cardiaco

Le persone con diabete hanno un rischio maggiore di sviluppare le patologie cardiovascolari, e le loro conseguenze, rispetto alla popolazione generale. I pazienti con diabete di tipo 2, addirittura, hanno un rischio di infarto pari a quello delle persone che hanno già avuto un infarto.

Tra gli eventi cardiovascolari che possono insorgere, oltre ai più noti come l’infarto e l’ictus, vi è anche lo scompenso cardiaco (o insufficienza cardiaca), che in Italia è la prima causa di mortalità.

Lo scompenso cardiaco si manifesta quando il cuore non è più in grado di fornire all’organismo la quantità di sangue di cui necessita e quindi non può più garantire il corretto apporto di ossigeno a tutti gli organi del corpo.

Secondo le stime vi è una prevalenza dell’11,3% di scompenso cardiaco tra i diabetici: le persone con diabete hanno un rischio di 2,5 volte superiore rispetto ai non diabetici di soffrire di insufficienza cardiaca (nelle donne il rischio è di 5 volte superiore e negli uomini di 2,4 volte).

Gli studi sul rapporto tra il diabete e lo scompenso cardiaco hanno dimostrato la stretta correlazione tra lo sviluppo di questa complicanza e l’andamento “ballerino” della glicemia: non mantenere nella norma i valori glicemici e di emoglobina glicata fa aumentare ancora di più il rischio.

Le oscillazioni della glicemia, infatti, aumentano la probabilità di alterazione del ventricolo sinistro del cuore: questo si dilata e si “affatica” finché non riesce più a pompare il sangue come dovrebbe.

Nell’UK Prospective Diabetes Study è stato dimostrato che nei diabetici di tipo 2 il rischio di scompenso cardiaco si riduce del 16% per ogni riduzione dell’1% dell’emoglobina glicata.

Anche la presenza di obesità o sovrappeso e riduzione dell’attività fisica aumentano il rischio.

Fonte: www.angolodeldiabetico.it

 

 

 

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